Aristotele e il cervello by Tullio Manzoni

By Tullio Manzoni

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Alberto Magno, 1495, libro XXI, tract. I, cap. 1, f. 208; Hundt, 1501, cap. ; Sansovino, 1550, f. 37V-38r; Colombo, 1559, libro VIII, cap. 5, p. 78; de Chauliac, 1579, libro I, tract. II, cap. 4, f. 7V; Paré, 1582, pp. 61-5; Bauhin, 1591-92, voi. I, p. u4 e 1597, p. 172; Riolan, 1598, pars I, sect. V, cap. 6, f. 47r; du Laurens, 1600, libro I, cap. 2, p. 3; libro XII, cap. 3, p. 595 e cap. 8, p. 599), citando il divinus Aristotele come fonte, definirono la mano organum organorum o instrumentum instrumentorum o instrumentum ante omnia instrumenta.

Galeno enumera otto temperamenti sbilanciati, quattro semplici (caldo, freddo, secco e umido) e quattro composti, gli stessi elencati da Aristotele nel passo riportato in precedenza: caldosecco, caldo-umido, freddo-secco e freddo-umido. Queste intemperies erano condizioni perfettamente normali, cioè fisiologiche e non patologiche. In altri termini, nonostante lo sbilanciamento delle qualità, la parte era considerata equilibrata o temperata ad iustitiam, perché quella era la condizione più giusta o conveniente affinché «quella parte potesse produrre la propria specifica azione» (Argenteria, 1566, p.

Nel secondo libro del De anima Aristotele afferma: «La difficoltà è quindi di sapere se il tatto è un complesso di sensi o un senso solo e qual è il sensorio della facoltà tattile [ ... ] nel tangibile ci sono molte coppie di contrari: caldo e freddo, secco e umido, duro e molle, e così via di seguito» (Sull'anima, 422b 18-28). Come commenta Averroè, il problema non fu ulteriormente indagato da Aristotele (Averroè, 1562a, ff. 113r- 4. LA METODOLOGIA PER RILEVARE IL TEMPERAMENTO DELLE PARTI 37 114r).

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